inconTrIAMO LO SPORT
Scritto da Carla    Venerdì 16 Gennaio 2015 19:07    PDF Stampa E-mail

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piacevole serata pensata per avvicinare la cittadinanza allo sport organizzata per tutti i martedì a partire dal 13 gennaio dall'Amministrazione Comunale - Coni - Diocesi e San Filippo.
A fare da apripista all' iniziativa “InconTrIAMO lo sport”  Stefano Baldini,
indimenticabile campione alle olimpiadi del 2004 di Atene nella maratona.
Ad introdurre l’appuntamento in Loggia, il padrone di casa, il sindaco Emilio del Bono.
Poche parole, alcune importanti. L'intenzione che lo ha mosso principalmente.  La voglia di comunicare l'umanità che c'è dentro ogni campione, i suoi desideri, le sue paure, i limiti e l'impegno per superarli esprimendo il meglio di sé. Nello sport come nella vita.      Restare umani, l'incipit, nonostante si diventi uomini o donne di successo, stars. Nonostante tutti e tutto ti pressino per diventare qualcos'altro.                                                                                                                                                                           Due poltrone ad accogliere l'ospite e il suo interlocutore: è bastato poco per cambiare look all'austero salone. Per farci  sentire a casa, in famiglia.
Il Vanvitelliano che, di solito, suscita un po’ di soggezione, si è trasformato nella casa  dei cittadini e la semplicità dell’uomo  e la verve entusiastica dell'intervistatore hanno creato una buona intesa con la folta platea formata specialmente da appassionati di atletica leggera e della corsa in particolare.
Stefano ha raccontato  i suoi primi passi nello sport: “Ai miei tempi non c’erano tante offerte come oggi, o facevi calcio o correvi. La mia era ed è tuttora una famiglia di contadini, allevano mucche e producono latte per il formaggio, il parmigiano.
In casa eravamo 11 figli. Ho iniziato col calcio, poi non facevo tanti goal e allora ho incominciato ad andare al campo con i miei fratelli più grandi. All'inizio ho provato con la velocità poi non era nelle mie corde ed ho capito che invece le distanze più lunghe mi appassionavano. Ho scoperto che mi piaceva sentire l'aria addosso quando correvo e mi piace tuttora. Poi sono venuti i risultati, i titoli italiani fino a quel primo maggio del '94 proprio al Calvesi qui a Brescia. Per me saperlo chiuso è una ferita profonda. Dopo aver vinto il titolo italiano nei 10000 metri è stato in quell'occasione che ho dichiarato che mi sarei dedicato alla maratona."
Oggi Baldini è responsabile del settore tecnico giovanile della Fidal. Segue i giovani che nascono e crescono nelle varie Società che operano sul territorio e che dimostrano del talento. "Bisogna sapersi rapportare ai giovani spogliandosi dei panni del campione e cercando di avere con loro un rapporto paritario. Ma quello che ho imparato in questi anni è che, oltre all’educazione dei ragazzi allo sport, è indispensabile educare i genitori. Spesso sono pressanti oltre misura. Rendono difficile gestire la situazione che si aggrava quando il genitore fa o vuole fare anche l’allenatore, se poi sono tutti e due i genitori ad allenare la cosa diventa critica davvero!”   "Pensate quanto sono stato fortunato io! I miei genitori sono venuti al campo per la prima volta a vedermi gareggiare dopo Atene!"
Ma la parte più emozionante della serata è stato rivivere con il protagonista la gara di Atene.
Occhi lucidi e applausi hanno accolto l’ingresso sulla pista del PANATHINAIKO STADIUM del giovane maratoneta: "Solo più tardi mi sono reso veramente conto dell'impresa che avevo realizzato. Campione olimpico  ad Atene e nella Maratona!"
 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 16 Gennaio 2015 19:55 )